Gli anni in bianco e nero - Francesca Giannone
«Negli Anni in bianco e nero emerge una genealogia precisa non di principesse, ma di antenate, donne che non aspettano di essere salvate e non offrono redenzioni facili a chi le circonda. Donne che imparano, invece, a salvarsi.»
TTL - La Stampa - Enrica Tesio
«Se amate il cinema, i grandi film italiani, gli anni 60 e le storie di emancipazione, Gli anni in bianco e nero vi regaleranno alcune ore di completa immersione in un altro mondo.»
Style.Corriere.it
«La libertà di Francesca Giannone è partecipazione: nasce da amicizie solidali e sincere tra donne, da uno spazio libero e aperto dove non essere Cassandre inascoltate, ma voci che rivendicano diritti e passioni.»
Illibraio.it
«Gli anni in bianco e nero è un romanzo politico e sincero, che riflette la postura della sua autrice nell'abitare il mondo e la scrittura. In ogni singola parola c'è lei, e così ogni donna del passato, le loro figlie del presente, e anche quelle che verranno. A loro voleva arrivare, a loro arriverà.»
La Stampa - Marta Aidala
«Un romanzo che racconta l'emotività del legame che c'è tra donne in lotta per essere se stesse.»
Il Giornale
Il nuovo romanzo dell'autrice di LA PORTALETTERE e DOMANI, DOMANI
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni ’60, come nel resto d’Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
Così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
ISBN: 9788842935759
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